FAQ
Le mie risposte alle domande più frequenti
Cos'è la logopedia?
La logopedia (dal greco Logos “discorso” e Paideia “educazione”) è una branca della medicina che si occupa della prevenzione, dell’educazione e della rieducazione delle patologie della voce, della comunicazione, del linguaggio scritto e orale, delle funzioni orali e degli apprendimenti, in età evolutiva, adulta e geriatrica.
Chi è il logopedista?
Il Logopedista è il professionista sanitario, iscritto all’albo all’elenco speciale ad esaurimento presso l’Ordine territorialmente competente, che svolge l’attività di pubblico interesse descritta nel profilo professionale, nell’ordinamento didattico del corso di laurea e nel Codice deontologico. In riferimento alla diagnosi e alla prescrizione del medico, effettua, con autonomia e responsabilità, attività di cura, di prevenzione, di educazione, di ricerca, di didattica e di gestione organizzativa, nel rispetto delle leggi che regolamentano il proprio esercizio professionale. Attraverso il ragionamento clinico, redige il bilancio logopedico quale diagnosi di funzionamento ed elabora un programma di intervento personalizzato, definendone obiettivi, tempi e modalità, e attuandolo in autonomia o in collaborazione con altri professionisti. Il Logopedista persegue l’appropriatezza e l’efficacia dei propri interventi adottando metodologie e buone pratiche derivanti da evidenze scientifiche. Svolge la sua attività professionale in strutture sanitarie, pubbliche o private, in regime di dipendenza o libero professionale.
In che modo il logopedista accompagna la persona e la famiglia?
Oltre alla terapia diretta, il logopedista può proporre ausili, verificarne l’efficacia e lavorare in modalità indiretta, formando e supervisionando genitori, insegnanti o care-giver. Svolge anche attività di promozione della salute, counseling e supporto alle figure di riferimento della persona assistita.
Da quale età si può iniziare la logopedia?
Non c’è un’età “giusta”! Il logopedista può intervenire con obiettivi diversi in tutte le età della vita, da 0 a 100 anni! Già in epoca neonatale il/la Logopedista può valutare i disordini oro-alimentari che colpiscono i neonati prematuri e critici della terapia intensiva neonatale, intervenire promuovendo la suzione non nutritiva, condizione di base per avviare poi il piccolo alla suzione nutritiva. Nei bambini appena nati può valutare la presenza di eventuali alterazioni che possono impedire un adeguato attacco al seno materno (es. frenulo linguale corto). In ottica di PREVENZIONE, può monitorare in maniera diretta o indiretta (anche attraverso consulenze rivolte alla famiglia), lo sviluppo dei bambini in tutte le fasi di crescita e quindi l’eventuale presenza o assenza di campanelli di allarme indice di un semplice ritardo, di disturbi cognitivi, neurologici o dello sviluppo piú complessi da attenzionare o la presenza delle competenze necessarie per lo sviluppo del linguaggio e della comunicazione, lo sviluppo di adeguate capacità di masticazione, deglutizione e alimentazione e degli apprendimenti. Inoltre, in presenza di disturbi o difficoltà, interviene precocemente al fine di favorirne il recupero ed evitare ripercussioni in altre aree.
Come funziona il percorso logopedico?
Solitamente si parte con una consulenza iniziale che permette di analizzare la richiesta da parte del paziente o della famiglia e raccogliere l’anamnesi, ovvero la storia clinica e tutte le informazioni necessarie per comprendere la situazione. Alla consulenza fa seguito una valutazione logopedica, costituita da una osservazione diretta o indiretta e dall’eventuale somministrazione di test e prove standardizzate, per analizzare in modo più specifico e oggettivo le competenze acquisite e quelle deficitarie. Infine, viene effettuata la restituzione, che permette di condividere i risultati emersi dalla valutazione e viene pianificato il percorso di intervento indiretto o diretto.
Quanto dura una seduta?
In media dai 45 ai 60 minuti, a seconda dell’età e del tipo di disturbo o difficoltà presente.
Con quale frequenza si effettuano le sedute di logopedia?
La frequenza viene stabilita sulla base del progetto riabilitativo logopedico individualizzato.
Qual è la durata di un percorso logopedico?
La durata del percorso logopedico non è definibile con precisione a priori, perché dipende da numerose variabili:
Età, tipo di difficoltà/disturbo, frequenza delle sedute e costanza nelle presenze, impegno nel proseguire il lavoro anche in ambiente domestico, capacità individuale di automatizzazione e generalizzazione degli apprendimenti, ecc. Solitamente, dopo la valutazione iniziale e l’avvio del percorso, si fornisce una stima approssimativa di quella che potrebbe essere la durata del percorso.
Il logopedista si occupa solo dei bambini?
No. Il logopedista lavora con persone di tutte le età: neonati, bambini, adolescenti, adulti e anziani. Negli adulti, ad esempio, interviene in caso di difficoltà di voce, deglutizione, balbuzie o disturbi del linguaggio conseguenti a patologie neurologiche (come ictus, traumi cranici o malattie degenerative).
Nel caso della terapia logopedica rivolta ai bambini bambini, i genitori devono partecipare alle sedute?
Dipende: la partecipazione dei genitori viene valutata caso per caso, in base agli obiettivi del progetto riabilitativo. Anche quando non assistono direttamente alla seduta in stanza con il/la bambino/a, il loro coinvolgimento resta fondamentale: il logopedista fornisce sempre indicazioni pratiche e attività da svolgere a casa, così da sostenere i progressi anche nella vita quotidiana.